Oggi la cybersicurezza è al centro di dinamiche di potere, di geopolitica, di economia, di guerra. Si intreccia con la privacy, i diritti umani, le attività economiche, la partecipazione al dibattito pubblico, la democrazia. Fare informazione su questi temi è ormai un'esigenza impellente, che investe tutta la società. E noi, con questo progetto, vogliamo fare la nostra parte. Qui vi spieghiamo da dove partiamo e dove vogliamo arrivare.
Se, come scrive Kate Crawford, l’intelligenza artificiale è un “registro del potere” (esistente), la cybersicurezza è il terreno dove il potere viene messo in discussione, si riorganizza, si sfida e, a tratti, si mostra vulnerabile. Deve essere anche per questo che il mondo della “cyber” è sempre stato così variegato, attirando soggetti e interessi diversi o addirittura opposti, mescolando nello stesso calderone Stati e gruppi antistatali, politica internazionale e vissuti quotidiani, democrazie e dittature, multinazionali e attivisti.
Se, fino a qualche anno fa, questi ambienti potevano ancora essere percepiti come una frontiera, a volte entusiasmante altre volte bislacca, ma sempre arcana agli occhi di chi non ne faceva parte, oggi non è più così.
Oggi è il momento della riterritorializzazione, del tentativo di riassumere il controllo da parte degli Stati e di grandi imprese. Oggi la cybersicurezza è al centro di dinamiche di potere, di geopolitica, di economia, anche se lo fa in modo trasparente, come un tessuto connettivo tra le articolazioni, che rimangono bloccate se questo viene leso.
E quando succede, le conseguenze si abbattono sui singoli cittadini come un’improvvisa siccità o un’alluvione causate dal cambiamento climatico: se ne è parlato per anni, ma nessuno ha fermato il cataclisma, e nessuno sa a chi addossare le responsabilità del disastro. I danni sono esternalizzati. Le soluzioni offerte sono nel migliore dei casi delle toppe, nel peggiore mero marketing.
Certo, le persone godono di dispositivi sempre più potenti e mediamente sicuri rispetto al passato, ma l’insicurezza si è spostata dall’apparecchio individuale ai dati personali disseminati e persi tra società private, intelligence e apparati statali. E ai servizi erogati online, divenuti indispensabili in una società digitalizzata.
Nel mentre, gli Stati predicano di innalzare le difese e sognano capacità offensive. Il mercato è gasato per gli investimenti in arrivo. Le imprese di altri settori cercano di correre ai ripari e intanto di sopravvivere silenziosamente agli incidenti.
In tale scenario – reso ancora più teso da questi giorni di guerra – i cittadini sono sempre più consapevoli di come la cybersicurezza si intrecci con la privacy, i diritti umani, la libera espressione del proprio io, le attività economiche, i servizi statali, la partecipazione al dibattito pubblico, lo scontro ideologico, la democrazia, i conflitti. Eppure, possono contare su pochi riferimenti politici, culturali e mediatici per leggere e interpretare la realtà. Anche farsi una banale opinione è un’impresa se mancano i fatti.
Ed è per questo che abbiamo deciso di fare la nostra parte. Pensiamo che fare informazione su questi temi non sia più rimandabile. E che, specie in Italia, ci siano ampi vuoti da colmare. Questo progetto, nato dalle esperienze di due associazioni no profit, Guerre di Rete e Cyber Saiyan, entrambe impegnate, in modo diverso, nella divulgazione di temi cyber, vuole fare un passo in più e creare un luogo di giornalismo di qualità dedicato alla realtà appena descritta e rivolto a tutti, anche a chi non fa parte di questo mondo ma sente l’urgenza di capirlo meglio. Siamo piccoli, abbiamo poche risorse, e facciamo tutto questo come associazioni senza scopo di lucro, semplicemente perché ci piace e ci crediamo. E perché pensiamo che qualcuno debba farlo.
Gli articoli che troverete in questo sito sono scritti da giornalisti competenti in materia. Per fare una buona informazione bisogna iniziare a sostenere i giornalisti, anche economicamente. Il progetto nasce da questa convinzione. E anche dall’idea che non sia necessario rincorrere le notizie di tutti i giorni, e tanto meno i clic facili. In ogni caso non ci interessa. Pertanto qui partiremo con una serie di approfondimenti, all’insegna dello slow journalism, di un’informazione che vuole raccontare in modo accurato e chiaro le vicende più significative, con trasparenza, e con toni misurati. Un’informazione accessibile a chiunque: vogliamo parlare a tutti, perché questi temi sono rilevanti per l’intera società.
Il progetto nasce solo attraverso donazioni private (e un particolare ringraziamento va ai primi audaci donatori che ci hanno sostenuto a scatola chiusa, aiutandoci ad avviare tutto). Parte senza sponsor e senza pubblicità. È completamente indipendente, e non ci sono mandanti o padrini occulti. Le persone che lo gestiscono lo fanno a titolo personale, nel tempo libero, senza compenso e in modo collettivo.
Si chiama Guerre di Rete, come la preesistente e omonima newsletter e associazione, a cui è collegato. In un certo senso, pensatelo come il figlio di Guerre di Rete e Cyber Saiyan, un Guerre di Rete junior.
Come tutti i figli, al di là dell’imprinting e delle aspettative dei genitori, diventerà qualcosa di diverso e originale. E se crescerà, lo farà anche grazie ai contributi di una vivace comunità. Grazie ai vostri contributi, quale che sia la forma.
Anche se non mancheremo di aggiornarvi costantemente sul progetto, questo è quanto possiamo dirvi oggi. Non sappiamo come evolverà, se andrà bene o male, quanto durerà, come sarà il futuro; ma sappiamo che la nostra parte la stiamo facendo. Perché come diceva un vecchio maestro: “Fare o non fare. Non c’è provare”.
Carola Frediani
Carola Frediani ha lavorato per anni come giornalista occupandosi di sorveglianza, cybercrimine e cybersicurezza. Ha fatto parte del team di security di una Ong internazionale per i diritti umani. Autrice della newsletter Guerre di Rete, ha fondato l'omonima associazione e questo progetto editoriale.
Altri articoli in Editoriale
Guerre di Rete continua, in memoria di Carola Frediani
Guerre di Rete prosegue mantenendo inalterato il patto con il lettore. Il nostro continuerà a essere un giornalismo rigoroso, approfondito, autonomo e indipendente.
Redazione · 10 giugno 2026
Addio Carola
Oggi, 3 Giugno 2026, è venuta a mancare all'affetto della sua famiglia e dei suoi amici Carola Frediani. Carola è stata anima e linfa di Guerre di Rete e lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l'hanno conosciuta in questi anni. Ci mancherai 🖤
Redazione · 03 giugno 2026
Ripartiamo da qui, dai nostri Editori di Rete, da voi
Da mercoledì mattina a mercoledì mattina. Quando abbiamo lanciato il crowdfunding per tutto il progetto Guerre di Rete speravamo ovviamente di raggiungere l’obiettivo minimo che ci eravamo dati (15mila euro), che è quanto necessario per andare avanti almeno un altro anno. Ma non avevamo previsto di arrivare a quell’obiettivo in una settimana esatta, grazie a 474 donatori che si sono precipitati a sostenerci.
Carola Frediani · 27 aprile 2023